sabato 18 gennaio 2014

The Chicken Queens




Qualcuno una volta ha detto che il blues è una missione. Quanta verità. Il blues come missione, il blues che è radice; un immaginario che si perde nella storia della musica fatto di locali pieni di fumo, di bettole da evitare, di incroci polverosi di campagna. Il blues che è bianco o nero, il blues senza compromessi -che però fonda e si fonde-. I Chicken Queens trasformano questo immaginario in suono concreto, essenziale, in un sapiente equilibrio tra sporco, ruvido garage e citazione (utilizzata senza boria). E' infatti nell' innovazione che cerca lo standard che sta la vera carta vincente di “Up from the Grave”. In ogni nota e colpo di grancassa poi si percepisce la forte intesa tra i due "bad boys" e il tempo che necessita la realizzazione di un lavoro di questo tipo. Anche nelle parti più “psichedeliche” (che portato alla mente certi Cream di Eric Clapton), il giovane duo riesce a fare immergere l' ascoltatore nel lungo fiume che è il Mississipi. Questo album lo suggerisco fortemente ai fan di White Stripes e Black Keys (e degli italiani Mojomatics) e personalmente mi aspetto ancora ottime cose da questi ragazzi. Mi aspetto per il futuro un suono arricchito da collaborazioni (anche perchè immagino che un po' di persone siano già in fila per suonare con loro)


Up From the Grave

1- Bad Boys
2- Devil blues
3-Goodbye Silly
4-Shake your bobbs
5-Sorrow blues
6-The Edge of fear
7-The King king
8-Up from the grave
9-Working Hard

lunedì 8 luglio 2013

Superfuzz




Chissà chi ha inventato la distorsione ? Quell'effetto per cui uno strumento fa sì che il suono non è più lo stesso. Al di là delle rivendicazioni storiche , certo è che quando vengono innescati pedali e pedaliere varie si entra di diritto in una vera e propria tradizione. In un certo senso stiamo parlando delle basi del rock. Molti sanno che quando inizi a praticare uno sport da bambino ti vengono insegnati i “fondamentali”, ebbene esistono anche nel rock. Uno di questi è la distorsione.
I Superfuzz lo sanno, la applicano e ne hanno fatto una vera e propria “stella polare”. Aggiungete una voce potente, efficaci riff di chitarra, sezione ritmica che spinge, cori al posto giusto e il gioco è fatto. C'è bisogno di gruppi così nella nostra provincia, gruppi che non si prendono troppo sul serio e se ne infischiano anche un po' delle mode, ma che allo stesso tempo di schiaffano in faccia il loro suono potente.
C'è bisogno di gruppi come i Superfuzz che tracciano una linea che parte dai maestri del rock influenzati dal prog, passando per il funk e gli anni 90 di Seattle e dintorni, arrivando ai più contemporanei Black Keys e ai nostrani Fratelli Calafuria. Mischiare gli ascolti, e aggiungere una certa ironia di fondo. Avanti cosi Superfuzz....e, visto che cantate in italiano, non siate troppo riservati, non tenete in mano "la briscola" dei testi ma giocatela.....giocatela “forte”, ampliando le liriche e approfondendole

Demo:

  1. Superhero
  2. Mai
  3. Essere
  4. Ossa

http://isuperfuzzi.blogspot.it





venerdì 1 marzo 2013

TE SUONI MALE!: LA COMPILATION (2013)

Diciannove gruppi modenesi vecchi e nuovi. Un cul di generi musicali dal punk allo ska, dal blues allo shoegaze, dal folk all'elettronica passando per jazz e indie rock. 

Clicca qui e scarica il disco gratis!



1 A Band – Sono di Modena
2 Mozzart Gozzart – Stasera scopo
3 Rev Rev Rev – Break the waves
4 Peter Pank – Credo di morire di primavera
5 Superciuk – Skauts
6 Never Ending Prime – Immensity
7 Little Buffo Trio – Nancy
8 Tiggio – Bad shoes (Lo scarparo)
9 Lomas – Spacciatori, protettori, dottori
10 Dentiridenti – Strade
11 Smegma – Berluska
12 L’Ondes – Soldi non ne ho
13 La Balena – Camping
14 Lo Twinz – Lo 3
15 Laik-Oh! – Erasmus
16 My Speaking Shoes – Bubble
17 The Hanging Outlaws – Blue trousers
18 Punki Mod - Stasera
19 Black Dolphin – Romantic moon

sabato 23 febbraio 2013

Pochi giorni

Ormai ci siamo quasi.....pochi giorni e la compilation di "Te Suoni Male" uscirà!
Un lavoro che parte da lontano e che cerca di dare spazio ad alcune band della provincia di Modena. Troverete gruppi non nuovi a queste pagine ma anche gruppi che si affacciano quasi per la prima volta al pubblico. Generi ed esperienze anche molto diversi tra loro ma che insieme non pretendono di essere esaustivi di tutte le realtà della provincia che, fortunatamente (e nonostante tutto) sono numerose.
Con questa compilation Te Suoni Male! cerca semplicemente di fare una sintesi della suo passato e lanciare un piccolo sguardo verso il futuro e di fare ciò insieme ai suoi lettori vecchi, nuovi e a quelli che speriamo si aggiungeranno.
Nel nostro intento di suggerirvi un altro po' di musica quindi vi ringraziamo in anticipo per il tempo che dedicherete all'ascolto.

Il mio ringraziamento particolare va alle formazioni che hanno permesso con la loro disponibilità la realizzazione di questo progetto e a Giorgio che ci ha creduto insieme a me.
Un ringraziamento va inoltre a Sante che ha fondato insieme a Giorgio questo blog due anni fa e che mi ha dato la possibilità di aggregarmi.... o imbucarmi (fate voi).

Giulio

venerdì 1 febbraio 2013

Un vecchio pezzo dei PETER PANK

(cattivi bisogna essere... cattivi poeti, cattivi cantanti)



martedì 29 gennaio 2013

Compilation in uscita il 1 marzo

Uscirà il 1 marzo la compilation di "TeSuoniMale".
Un po' di band di Modena e provincia. Tanti gli stili e i generi coinvolti: dal punk all'elettronica, dal garage allo ska, dal folk allo shoegaze e altri. Quindi ancora un pò di pazienza.....

sabato 15 dicembre 2012

Penelope Sulla Luna



Penelope Sulla Luna
Renfe Club -Ferrara-
9/11/2012



Una sera decido di mettermi in viaggio per andare ad ascoltare un gruppo, stasera suonano i Penelope Sulla Luna che presentano il loro nuovo album. Quindi direzione est, verso Ferrara. Due amici come compagni di viaggio. Percorriamo quel tratto di pianura che separa la bassa modenese da Ferrara in una delle prime sere piovose di autunno. L' auto diventa una “macchina del tempo” . Attraversiamo quello che sono stati questi mesi per noi e per la gente di queste terre. Il pensiero va anche inevitabilmente a tutti quei musicisti e quello che hanno dovuto affrontare. Sale prove rese inagibili, il non poter recuperare i propri strumenti in case a loro volta inagibili, momenti in cui suonare non rientrava nemmeno nella lista delle priorità. Ricominciare come comunità e sbattersi il doppio mossi dalla stessa passione.
Arriviamo che il locale è ancora chiuso e così facciamo tappa al vicino bar, torniamo così per una sera adolescenti che aspettano il gruppo che suonerà di lì a poco.
Finalmente entriamo all' interno del Renfe -che ben presto si riempie per l' occasione- arriviamo che il gruppo spalla ha appena finito di suonare. Dopo una breve pausa i Penelope Sulla Luna iniziano e mi faccio trasportare dalle note, un suono spesso e progressivo che sembra scendere lungo un fiume verso valle. Temevo subito di essere sopraffatto da rumore indistinto ma i suoni sono regolati in maniera eccellente e il locale è grande il giusto per “contenere” il tutto . Il pubblico è attento e porge l' orecchio alla trama che il quartetto tesse annodando fili alle cui estremità mi sembra di intravedere gruppi come Deftones e And so I watch you From afar, nelle parti più dure , Sonic Youth e Pelican in quelle più morbide. Esserne influenzati senza mai citare in maniera pedante. Conosco da Tom da anni, riconosco il suo stile preciso e ficcante nel suonare la batteria, i suoi di compagni di avventura dimostrano affiatamento, incessante voglia di colpire l' ascoltatore e mostrare finalmente a tutti quello che deve essere stato il frutto di un lungo e ricercato lavoro. Ci riescono. La colonna sonora ideale per una sera piovosa di inizio autunno, domani è già tempo di pensare a nuovi concerti e nuove brani, qualcuno imbraccerà il suo strumento e tornerà a fare musica in questo lembo di terra tra il mare e le montagne.


http://penelopesullaluna.wordpress.com/
 
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Un ringraziamento particolare a Fabio e Jonathan miei compagni di viaggio in questa “scorribanda”  fuori porta.

venerdì 16 novembre 2012

Partecipa alle selezioni della compilation di Te Suoni Male!

Alle band modenesi chiediamo: volete partecipare con un brano ad una compilation promossa dal blog "TESUONIMALE"?
La compilation avrà lo scopo di promuovere gli artisti che vi sono presenti. 
La compilation verrà messa online e sarà gratuita.
Se siete interessati fatecelo sapere.
Candidatevi commentando questo post.

sabato 20 ottobre 2012

Punki Mod

Immagine di Punki Mod


Molte biografie iniziano con l'anno di nascita del gruppo, i Punki Mod invece si sono sciolti nel 2010. Quindi prima di tutto i Punki Mod sono un gruppo che non esiste più o meglio “pare si sia sciolto da un pezzo”. Quel “pare” introduce uno dei caratteri distintivi dei Punki Mod, ovvero l'essere un gruppo, per certi versi, misterioso. Le registrazioni lo-fi, le quali risalgono ad un paio di anni fa, sono avvenute in un garage e i pezzi sono sapientemente sparsi su varie piattaforme musicali, cercarli è come mettere insieme le tessere di un puzzle. I testi ad opera di Giorgio Casali ci parlano di una Modena notturna che si gira in macchina in poche manciate di minuti, luoghi che si conoscono a memoria ma diversi ogni volta, locali di cui la moda porta in auge nome altamente onomatopeitici (Juta) , serate solitarie (Stasera) rischiarate dalla luce di un cellulare, amare riflessioni su chi era “punk prima di te” (Enrico). Quella città da cui la mattina ci si sposta verso Bologna come gli universitari e i pendolari, la Bologna forse di Brizzi e dei Frida Fenner. Racconti in cui Luca è il protagonista e dove Luca sembra anch' egli rimanere avvolto nel mistero. Chi è Luca? Tuo cugino? Il punkabbestia di Via Zamboni? Il pr di un locale di Modena? … o forse tutte queste persone insieme ma, in fondo, come cantano i Punki Mod, “sono diverse le stesse persone” e sullo sfondo l'Emilia Paranoica dei CCCP. Il debito più grande i quattro (tra cui Sante già Attivisti) lo devono però forse ai Lomas su cui poco aggiungo (e vi rimando alle varie recensioni di questo blog) dei quali i nostri si nutrono e mantengono vivo il caratteristico sound. Punk minimale e ritornelli accattivanti fanno il resto.
All'attivo i nostri hanno anche un EP natalizio ma c'è chi afferma per certo che esista una discografia nascosta, non ancora pubblicata con pezzi come Recoba e 8-4-94. Noi siamo sicuramente tra quelli che aspettano quindi con ansia il cofanetto celebrativo.



Myspace release:

Juta
Appello d' esame
Stasera

Lastfm release

-Christmas ep
Natale
Stasera (live)

Altre

Modena down
Lou Reed

Youtube release

Braida
Enrico


sabato 12 maggio 2012

Les Fauves


C'era una volta un garage, un garage come tanti, sotto un palazzo come tanti, in una città come tante. In quel garage ci sono andato, da quel che ricordo, sempre di sera. La città è Sassuolo.
Questo garage a metà degli anni 2000 sembrava una vera e propria Factory nella provincia modenese, gruppi che vi transitavano per suonare, provare, registrare. Vina3 , Water in Face, Marra Christmas e un sacco di progetti paralleli e non, in quella saletta.
I Les Fauves, le loro “radici” le trovate lì, escono da quel garage e in pochi tempo con la loro musica calcano palchi su è giù per lo stivale e l' Europa, partecipato a festival nazionali e internazionali, ottengono recensioni su riviste, apparizioni televisive e colonne sonore.
Nel 2007 il primo album: “N.A.L.T 1 -A Fast Introduction- , colori vivaci in un caleidoscopio di sonorità dove rock, pop, psichedelia si fondono. Interpreti di suono, estetica e sociologia, il tutto senza mai prendersi troppo sul serio. I Les Fauves trovarono un modo giocoso e anche un po' sarcastico di suonarle a quel paese che cominciava ad avvalersi dei social network in modo prepotente per scoprire e fruire musica.
Sulla rete cercate e troverete cento e passa recensioni di questo album, quindi per i rimandi colti andatevi a leggere quelle; qui il mio intento era di rendere omaggio a uno dei qui gruppi musicali che ha fatto sognare molti di noi, che come loro imbracciavamo e pestavamo strumenti, insomma un po' a simbolo di tutti coloro che si trovano a provare nelle sale prove disseminate nella nostra provincia: nelle case di campagna della Bassa, nelle laterali della via Emilia, nei capannoni di Carpi, nelle strette vie di Modena o nei garage di Sassuolo e su fino in Appennino.

Les Fauves:

Pap Sfroocer : chitarra, voce
Case Zebra : batteria, cori
Paolo The Lover : tastiere
Sissy Dallari: basso

  1. Please please please
  2. In the fallout shelter
  3. Fava go go dancer
  4. Twister Twist
  5. Atomic Winter
  6. Novara
  7. No Spaghindie
  8. February Lullaby
  9. Freak Riot
  10. Tom Ponzi's Boogie
  11. The Holy Church
  12. Alright
  13. Bombs on the SIAE
  14. The heroin melody

venerdì 20 aprile 2012

L' Ondes






Tutti dovremmo ricordarci di ballare -e di pogare- ogni tanto. L'Ondes sono qui per ricordarcelo con il loro album “Cinesi” con il quale si candidano a nuovi alfieri dello ska -punk declinato in salsa modenese. Il ritmo che , per intenderci, guarda indietro a Superciuk, Specialisti e che ha già visto alcuni dei nostri protagonisti sotto il marchio Dolceuchessina. Gli otto elementi che costituiscono il gruppo infatti ci portano su un tappeto sonoro molto curato negli arrangiamenti (su tutto la sezione fiati) in un' universo di locali, birre e vita quotidiana vista attraverso uno sguardo abbastanza scanzonato. In certi passaggi i nostri rimandano anche a quella scena skin veneta (di matrice Kob records) che sul finire dei '90 faceva furore e a un gruppo come gli Strike. Insomma, se vi piace sgomitare sotto ad un palco, se vi piacciono le atmosfere senza troppi fronzoli ma anche le Lambrette super accessoriate, L'Ondes fanno sicuramente al caso vostro.


 
1 - Tre Sorelle

2 - Birra Yo Te Auiero

3 - Scioglie (Per Il Mio Bene) 

4 - Soldi Non Ne Ho (Ma Sono In Banana) 

5 - Piccolo Amore (Ricchi E Poveri Cover) 

6 - Uno Come Te 

7 - Quel Giorno Nuovo 

8 - Serenita' 

9 - Cosa Vuoi Urlare 




 www.facebook.com/pages/londes/203907790044

www.myspace.com/gliondes
 

martedì 27 dicembre 2011

BASSNAZZ – MODENA STAZIONE DI MODENA (1995)



Che abbiano fatto due split con i Lomas lo sanno tutti, ma di solito sono evitati. L’album si apre con il pezzo punk Crisi nervosa: “ mi fai proprio schifo mi fai proprio schifo”.  E poi via con le schitarrate americane molto grunge. Le canzoni stanno tutte (tranne Amusement) sotto i tre minuti. Perché i Bassnazz sono punk, ma distorgono come i Nirvana (senti la fine della traccia cinque). Scrivono con i trucchi dei Breeders (FGZ inc), urlano spesso come in Mellon Collie (Sundance) e una medicina andata storta in bocca. Inglese, l’italiano quando serve: la nostra lingua è tagliente: “c’è qualcosa che volevo dirti sai / che il mio cuore prima o poi si spezzerà”. La chitarra veloce a caso, la batteria si sta spaccando. Gli ultimi Pixies in Black Jesus: sono americani, psichedelici, sono in garage. Holiday, 1059, Ufo attack. C’è anche un pezzo skacore alla fine, è Never alone, e i doverosi tributi alle muse: Breeders e Kim Deal. Poi ecco, riparte la prima.

sabato 22 ottobre 2011

Ed - Lights ON, lights OUT


Ci sono giorni in cui uno si sveglia e ha voglia di ascoltare qualcosa come Ed. In macchina mentre uno ritorna dal lavoro o da una serata con gli amici ed è notte tarda avrebbe voglia di ascoltare canzoni come quelle di Ed. Quando lavo i piatti e quando mi faccio da mangiare da solo vorrei ascoltare Ed.
Perché? Ci si aspetta sempre un "perché" da una recensione, ci si aspetta un procedimento scientifico in cui vengono spiegate almeno le influenze (Beatles, Elliott Smith, e io ci sento anche gli Smashing acustici ma mi sbaglio sicuramente). Ci si aspetta di leggere che l'ep si intitola Lights ON, lights OUT, che è prodotto niente popo di meno che da Beatrice Antolini, che il secondo pezzo è scritto da quel geniaccio di 7i (Setti).
Ma il perché è tutto personale in questo caso, sono motivazioni intime, private perché Ed fa così quando suona. Riesce a toccare un punto della tua anima...anzi no, lo voglio dire apertamente, riesce a toccare un punto del tuo cuore di cui quasi ti vergogni. Ti vergogni di essere cullato come un bambino da Down the shades, di provare un senso di dolcezza semplice mentre ascolti Your Symphony.
Insomma è una questione di cuore. Quindi non ci sono voti, recensioni né influenze o produzioni. Ed è solo una questione di cuore. Tanto vale ascoltarlo direttamente (qui).

lunedì 22 agosto 2011

Peyota


Il nome del gruppo imanda quasi immediatamente ad esperienze desertiche nelle grandi pianure del continente americano ma fin dal primo ascolto ci si accorge di essere di fronte qualcosa che poco ha a che fare con, ad esempio, lunghe jam psichedeliche (anche se i Peyota non disdegnano atmosfere stoner). È necessario invece spostarsi, più a nord, nell' estremo nord-ovest degli Stati Uniti, più precisamente a Seattle. I tre brani prendono le mosse infatti dal grunge dei Pearl Jam, quel suono che ha trovato poi varie dimensioni nel corso degli anni novanta fino ai giorni nostri. La declinazione che ne danno i Peyota è in lingua italica, influenzata nei testi da Verdena e nel cantato dai Timoria di Renga. “Cavalcate” a suon di potenti riff e ritmiche che inchiodano sono gli elementi che caratterizzano poi le sonorità del gruppo. Quello che colpisce è infatti la compattezza del suono che il trio propone; le radici dei Peyota affondano insomma nella solida terra. Mi torna alla mente la copertina di quell' album degli Staind con un albero e una tempesta sullo sfondo. Il rock dei Peyota mi ricorda precisamente quell' albero: pronto alla tempesta e alle peggiori intemperie, pronto a piegarsi “contro vento” , ma il giorno dopo, quando tutto si è calmato, ancora lì.


1-Indigena

2-Caos

3-Contro vento


www.myspace.com/peyota03



mercoledì 22 giugno 2011

Musica nelle Valli 2011: intervista a Tiziano Sgarbi



"Tri quèi a vol la tèra: un bon cuntaden, dla bona smensa e na bona stagion" (D. Bellodi "Proverbi detti filastrocche poesie ed altro in dialetto mirandolese, Pivetti, Mirandola, 2005)

Di tre elementi necessita la terra: un buon contadino, della buona semente e una buona stagione.

Il contadino in questione è Tiziano Sgarbi (Bob Corn) e la "buona semente" sono la miriadi di contatti che ha curato personalmente tra l' San Martino Spino e il resto del mondo. La buona stagione è quella intercorsa alla fine di maggio di quest' anno e che ha permesso la realizzazione di Musica nelle Valli 2011.






Foto di Giuseppe Merella

mercoledì 8 giugno 2011

LACE UP - DIVIETO DI SOSTA (2004)

Primo lavoro della punk core band iperattiva sui palchi modenesi negli ultimi anni. Quattro pezzi veloci e teenage che subito viene da pensare alle esperienze punk rock italiane di fine anni novanta, Derozer e Moravagine su tutti. E poi un amore sfegatato per i Ramones e per le chitarre aperte: i Lace up ne usano due, grattugiano e aprono Nofx. Molta melodia e tanta ironia in questo primissimo disco a bassa fedeltà, spunti ska à la peter punk e tirate hardcore californiane. Ci sono i pezzi che più si avvicinano ai concerti della band: in attesa del loro prossimo imminente ep.

lunedì 2 maggio 2011

Concerto dei Lomas (22-04-2011) su youtube

Su Youtube circolano i video del concerto dei Lomas all'Off (22/04/2011), una novità dato che sul tubo non c'erano ancora stati. Ecco i video di GiantSquid Tv.



domenica 1 maggio 2011

Te Suoni Male! + Bankshot: puntata in download


Il 20 aprile nello studio di Radio Antenna Uno siamo stati ospitati nella trasmissione "Bankshot" di Giorgio Casali. Abbiamo trasmesso due ore di buona musica di Modena e per chi lo volesse, abbiamo messo la puntata in download.

Scarica la puntata

venerdì 1 aprile 2011

Kill Jesus Kill - Kill Jesus Kill (2009 e 2010)



"Gesù, uccidili tutti, se ci sei"
Probabilmente è ciò che pensava Giuda quando si è visto arrivare il re dei re. Avrà detto finalmente si fa rotolare qualche testa, si prendono in mano gli strumenti e facciamo un po' di musica alla Manowar. Facciamo vedere a questi romanacci di che pasta siamo fatti. Ma tutte quelle parole di amore e perdono hanno sì rivoluzionato la storia dell'uomo ma hanno anche ritardato la venuta del rock. Ecco perché Giuda ha tradito, ecco perché dopo i New Home Automatika nascono i Kill Jesus Kill.
"Bisogna cambiare, iniziare da un presupposto giusto che spiani la strada al futuro - scrivono sul loro sito - quanta bruttezza nel nostro mondo, quanta merda spacciata per arte e quante bugie spacciate per politica e cultura...quante brutte persone che infestano questo nostro bellissimo
pianeta. E allora...Gesù uccidili tutti"
Il concetto è molto chiaro, si "parla" (se ci fosse anche un cantante) dello schifo contemporaneo, della fine dell'occidente, della società falsa in cui viviamo.
Ma ancora più chiaro è il concetto musicale dei due EP prodotti: Kill Jesus Kill (2009) e Kill Jesus Kill (2010, sì, i titoli sono uguali!) un duo chitarra-batteria che fa rock. Mi ricorda un po' il primo ascolto di Songs for the deaf o dei poveri e soprasottovalutati Audioslave. Si tratta del rock nella sua accezione più comune. Violenza, attenta maniera compositiva, sequenze di note pentatoniche molto "hard" alla Led Zeppelin mediate da decenni di grunge, hardrock, metal e altri derivati. Il punto di forza è che si intuisce anche solo dalle registrazioni che si trovano in internet che sono un duo affiatato.
Mi sembra di sentire i loro discorsi in sala prove mentre si dicono "Qui io faccio questa cosa e tu fai quella". Il risultato è una buona apocalisse, non che abbiano ucciso proprio tutti ma una bella strage la fanno. Ammazzali! Ammazzali!

sabato 12 marzo 2011

Sighi, il Vendicatore Calvo

Dopo l'esperienza dei Vina3 (o The Gift), Sighi si è lanciato in un progetto solista, il Vendicatore Calvo. Davanti alla telecamerina di Te Suoni Male e alle domande di Giulio, ci spiega di che si tratta.

Il Vendicatore Calvo (aka Sighi) from Te Suoni Male on Vimeo.