giovedì 7 ottobre 2010

Lomas - Modena stazione di Modena per Carpi Suzzara Mantova si cambia (Dischi del culo - 1995)


Dedicato a Lester

«Cari nipotini miei, sedetevi sulle mie ginocchia che vi racconto una storia. L’altro giorno sentivo che ascoltavate quella musica di merda e la canticchiavate come fosse qualcosa di rilevante. Ora lasciate che lo zio vi esplichi due concetti sulla musica che c’era negli anni 90.»
«Gli anni 90? Zio spero non si tratti delle solita musica di merda di Modena, sono anni che ce ne parli. Sei patetico! E poi a Modena c’erano solo cover band di Ligabue, pianobaristi e tournisti del liscio.»
«Zitto piccola carogna. Non sai un cazzo della musica che girava allora. In quegli anni c’era un fermento culturale che ora ve lo sognate voi infanti del 2030. La città era piena di eventi, di iniziative, di subculture giovanili, c’erano anche i mods, sapete?»
«Stai bleffando ancora vecchiaccio. Tu negli anni 90 eri in fase preadolescenziale e vivevi in quel buco di culo della bassa. Come fai a sapere che musica c’era?»
«Lasciatemi terminare il discorso piccoli cancheri, altrimenti il vostro vecchio zio perde il filo. Dicevo che c’erano i concerti, anzi c’era la “cultura dei concerti”. Gli amici del quartiere si ritrovavano nei soliti posti, i soliti centri sociali, i soliti pub ad ascoltare musica e a bere birra. Ascoltare e bere, questa era la cultura. Oggi uscite di casa solo per andare in quelle orribili balere per tossici d’alta classe. E poi i grandi gruppi di Modena erano tutti amici tra di loro, c’era molta ammirazione tra le band di quella “scena modenese”. I gruppi andavano a vedere i concerti degli altri gruppi, gli uni suonavano le canzoni degli altri e così via. La quotidianità era scandita da queste cose, dagli amori di quartiere, dalle partite a pallone alla polisportiva, dai concertini alla Scintilla e dai fiumi di birra che si bevevano dietro il bancone di un bar. Non c’erano computer, mp3 e quei cazzo di marchingegni che usate adesso, le amicizie venivano coltivate faccia a faccia, giorno per giorno…»
«Oddio, ecco che parte con la retorica…arriva al punto, vecchiaccio. Di chi ci vuoi parlare?»
«Dei Lomas, la band formata dalle ceneri della Paolino Paperino Band. A dire il vero è Fox l’unico paolino sopravvissuto. Dovete sapere che esordirono con un disco destinato a rimanere nella mitologia di quella generazione: Modena stazione di Modena per Carpi Suzzara Mantova si cambia che altro non era che lo storico messaggio ripetuto dagli altoparlanti alla stazione. Si tratta di uno split condiviso coi Bassnazz e…sì marmocchi, avete intuito bene, il disco parla di Modena e dei personaggi che affollavano allora la città ».
«Ma zio, non si sente un cazzo. È registrato male e il cantante stona»
«Sì piccole zecche, è stato eseguito e registrato col culo e del resto dovrei illustrarvi che cos’è il punk prima di farvelo sentire. Anche i testi, per gli ascoltatori ottusi e ritardati come voi, possono sembrare fatti un poco alla cazzo e non intrisi di quella poesia urbana e provinciale che pochi possono carpire. Ma vi basterà sapere che la genialità dei Lomas non era nella tecnica, anche se io e un mio vecchio amico amavamo stimare il tocco indefinito e quasi improvvisante della chitarra di Fox. La genialità era nell’attitudine punk e in un’altra virtù che non so definire se non con “rappresentatività”. Sapevano rappresentare ironicamente e svaccatamente la gente e la società di allora tramite degli strani personaggi di poco inventati: William Garuti, Rocco Cinghiale, Franco, Emilio Battaglia, Carlo Luppi, Claudio Bellei… Quei personaggi erano quasi tutti emarginati ed ostracizzati come appunto Luppi e il povero Bellei, destinato a suonare male in una città di cover band e tecnicisti di sto cazzo. I loro personaggi erano tanto rappresentativi da costituire una vera e propria mitologia modenese. Una sorta di lomaseide fatta non di eroi ma di antieroi. Loro stessi, giovani trovatori punk, sono divenuti un simbolo che, in quanto portavoce generazionale si sono fatti leggenda. Noi brufolosi feticisti del punk quando nominavamo Fox o Bitto o Bambo o Mucci lo facevamo col cappello in mano, noi. Ma personaggi a parte, la cosa che rendeva i Lomas interessanti era il pensiero sotteso ad ogni canzone. Volete che ve ne parli?»
«No».
«Alla vostra età avevo letto un blog che riassumeva la filosofia dei Lomas in questa frase “La vita è una merda. Ah sì? Bé vaffanculo”. Quel blog partiva dal nichilismo, e di nichilismo ce n'era a palate: la vita è una merda e se proprio non ce la fai allora ascoltati queste storie. Sono storie di persone quotidiane e non si trattava per forza di nostri concittadini, ma della provincia in senso lato, capite? Però da tutto quel piattume provinciale, descritto come lo farebbe un Carboni con più cazzi in bocca, si intravedeva un pallido antidoto, una sorta di speranza che qualcosa da salvare in fondo c’era, un qualche riscatto da cercare proprio in nella quotidianità grigia. Nel secondo disco c'è un pezzo che dice "devi scavare fino in fondo perché lomas va, e lomas sa perchè sa che la verità si nasconde dietro a poche semplici parole". Capite, mie care polpette avvelenate? La vita è una merda ma se cerchi forse un giorno "sboccerà un fiore nel deserto" quindi coraggio e fammi un'altra birra. Scusate se vi cito addosso da mezz’ora ma a quei tempi noi si sapeva trovare una citazione dei Lomas per ogni occasione della vita e le nostre ragazze per questo intimavano di lasciarci. Non ci credete? Provate a sciorinare argomenti a caso, se ne siete capaci».
«Bho, il natale»
«Ah, facile! Lui diceva di esser nato proprio quel giorno lì. Lui diceva che il natale era anche il suo compleanno, lui diceva così e diceva che da questo fatto ne ha avuto un danno»
«Motori»
«La nella bassa la strada è dritta mentre tu saldi quella marmitta»
«La morte»
«Amici e congiunti siam tutti qui riuniti per riuniti per ricordare i due defunti»
«L’economia»
«Franco la tua azienda è rovinata, la Pirelli è già quotata zero a Tokyo e l’Olivetti non esiste più»
«La figa»
«Tu che sei brutto dai non venire, smarrisci le donne, vai a casa a dormire»
«Questi Lomas ci dicono anche cosa dobbiamo fare stasera?»
«Questa sera non so cosa fare, dove diavolo si può andare? Voglio andare al cinema ma che idea della madonna»
«Basta, te la diamo vinta così la smetti di tediarci»
«Ho quasi finito, pazientate odiose pustole, poi vi lascerò andare alle vostre occupazioni dementi. Non avete capito un cazzo di quello che ho detto finora, vero? Ma non ve ne faccio un colpa…il fatto è che nessuno ha mai capito l’universalità dei Lomas perché la toponomastica ci ha fregati tutti. Le Morane, il parco Amendola, via Crespellani ci hanno depistato. La verità è che queste sono canzoni universali, traducibili in tutte gli idiomi delle nostre città, ma forse nemmeno Fox & co. lo avevano capito.
Ma adesso basta, ché il vostro zio si commuove in fretta a parlare di questo disco. Oh, come vorrei essere catapultato in quegli anni, quando Franco andava a mangiare il gelato di Mattioli con la sua bella, quando gridavamo “sta volta at vé po’ a pé” a quelle fighe di legno, quando lasciavamo a casa Rocco Cinghiale perché era brutto come i debiti, quando c’erano i mods alle Morane, quando occupavamo le ragazze per autogestirle, quando Carlo Luppi fu licenziato e ce ne andammo a pescare, quando si suonava peggio di Claudio Bellei e non ci accordavamo senza l’accordatore. Eh, si stava meglio allora…»
«Ce la potevi risparmiare questa, nostalgico di un vecchio»

Tracklist
15 Una birra
16 Alle Morane
17 William Garuti
18 Rocco Cinghiale
19 San Valentino
20 Ciccio Fortuna
21 Franco
22 Spezzerai il mio cuor
23 Sei come un caterpillar
24 Emilio Battaglia
25 Tortellino Nero
26 Chi era l'assassino
27 Ragazza autogestita
28 Po' va
29 Lui diceva che
30 Carlo Luppi
31 Claudio Bellei

3 commenti:

  1. Palesati! Chi sei? Aspetta ho un' intuizione... IDOLO! é tutto perfetto, o almeno io lo ricordo esattamente così, ed è cambiato così poco se fai certe scelte anche a 15 anni di distanza. Probabilmente il Lester a cui è dedicato non sono io; ma faccio finta di sì ;)
    Baci Lester

    RispondiElimina
  2. Faccio finta di parlare a nome di uno qualsiasi dei Lomas, lo dichiaro e me ne assumo le responsabilità: lo scritto parla sì dei Lomas, ma soprattutto di uno spirito di quegli anni e di un album condiviso coi BASSNAZZ e quindi,perchè omettere le tracce dalla 1 alla 14...?
    Se i Lomas vennero idolatrati,i Bassnazz furono a mio parere, sottovalutati o erano come suol dire "troppo avanti" o semplicemnte andò così.
    I Lomas stravedevano per i Bassnazz, credo.
    Era quasi amore.

    http://www.youtube.com/watch?v=ZIuE777tDEg

    Maurizio

    RispondiElimina
  3. Maurizio, hai stra-ragione. L'unico problema era di "ordine", cioè volevamo fare un gruppo alla volta. Anzi, i Bassnazz richiedono ancora più tempo e attenzione forse, per questo abbiamo rimandato le recensioni dei Bassnazz a prossimamente. Ma ne parlaremo, il più presto possibile!

    RispondiElimina